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Sarafunny

La vita, i pensieri, il mio magico mondo
April 29

Haiku di primavera

Ad ogni cancello
la primavera comincia
dal fango sui sandali.
 

Kado-gado no
geta no doro yori
haru tachinu

Questo è un haiku di Issa. Ma non fatemi troppe domande sull'autore (si imparano cose nuove anche appiccicando etichette nella biblioteca dell'uni!)
 
C'è n'è un altro che mi piace
 
Montagne remote -
specchiate negli occhi
delle libellule.

Tooyama ga
Medama utsuru
Tombo kanaSenza nome
 
 
December 30

Davide.... BENVENUTO!!!!

Lo sai quanto ci hai fatto parlare di te??? Tantissimo!!! Abbiamo scritto milioni di righe via mail e ci siamo detti miliardi di parole, che adesso non contano più perchè tu sei qui tra noi. Facile non dev'essere stato sicuramente, visto che tutta la gravidanza è stata una lunga serie di colpi di scena, ma tu e la tua fortissima voglia di vivere (per cui ti ammiro all'infinito) avete vinto. Sei nato di venerdì, e questo è stupendo, anch'io sono nata di venerdì, sai? Dicono che tutti i nati di venerdì sono fortunati...
Per questa vita ti auguro di trovare presto la tua strada e di seguirla con la stessa grinta con cui hai affrontato questi primissimi importantissimi nove mesi!!!
Un bacione dalla tua zia (sono zia artificiale) Sarafunny!!!Ales e DavideAles e Davide2Ales e Davide3Davide a 15 ore di vita9
December 17

Ed ecco il racconto di Ottaviofunny!

Maratona al microscopio
 
A distanza di dieci giorni, dopo aver “digerito” e metabolizzato la distanza percorsa domenica 2 dicembre a Milano, credo sia giusto anche fare le dovute considerazioni su ciò che la maratona meneghina è stata per me.

Ovvio che nell’immediato dopo gara le mie valutazioni non potevano che essere negative, d'altronde (inutile nascondersi) le aspettative erano diverse da quello che il cronometro ha registrato a fine corsa.

Ma chi corre sa bene anche che ogni competizione ha una storia a sé, che tutti sono bravi a criticare comodamente seduti in poltrona e che “col senno di poi” tante cose si poteva fare diversamente, ma la maratona è una gara di difficile lettura, che và interpretata al momento e quindi per questo complicata ma al tempo stesso affascinante.

Parlando nello specifico della mia gara il passaggio ai 10 chilometri era in linea con i miei “programmi”, poi la lepre (complici le richiesta del brasiliano Vanderlei) ha rallentato notevolmente il ritmo e siamo passati a correre a 3’08”/3’10” al chilometro.

Ho lasciato fare per un po’ convinto che quel ritmo non sarebbe servito a nessuno del mio gruppo e che da lì a poco avremmo ripreso a correre come prima, poi quando mi sono accorto che nulla cambiava mi sono deciso ad esortare la lepre a spingere. Così la corsa ha ripreso vigore, ma dopo qualche chilometro De Lima ho nuovamente “frenato” il gruppo.

Andando avanti di quel passo avrei dovuto abbandonare ogni velleità sul crono finale per cui ho iniziato a “spingere” la lepre senza permettere più a nessuno di far calare l’andatura. Siamo tornati a correre svelti ma contemporaneamente i compagni di gruppo si sono staccati, allora ho subito capito che una volta esaurito il compito della lepre al 25° chilometro, per me sarebbe stata davvero dura, in quanto mi sarei trovato inevitabilmente “solo” sino al traguardo…e così è stato.

Bisognava continuare a correre rimanendo in equilibrio, così ho cercato di far passare i km suddividendo la distanza che mi separava dall’arrivo. Dapprima ho pensato che dovevo correre gli ultimi 7 chilometri di un lavoro, poi una volta arrivato al 32° km ho azzerato tutto e mi sono detto: “stai partendo ora per una gara di 10 km…prova a fare il conto alla rovescia sino al traguardo”.

Quando resti solo e sai che dovrai fare ancora tanta strada ti attacchi a tutto e la testa è meglio tenerla impegnata con qualcosa altrimenti la tensione nervosa cala e con essa anche il ritmo di corsa. Così alternavo tratti a buon ritmo ad altri in cui mi rilassavo per non indurire troppo l’azione di corsa, ma inevitabilmente riducevo anche l’andatura.

Sono andato avanti così e solo dal 37° km ho iniziato a vedere la schiena di qualche atleta che partito col gruppo dei primi aveva pagato nel finale. L’azione è tornata efficace e l’avvicinarsi del traguardo mi ha aiutato a concludere ancora in spinta.

Ora, ragionando con calma (ma soprattutto sapendo già come hanno corso nel gruppo dei primi) ammetto che correre in testa non sarebbe stato così azzardato. Però sappiamo bene tutti che con i “se” ad i “ma “ si fa ben poca strada. Ovvio che se avessi trovato “compagnia” proprio nel tratto più difficile della gara, ovvero dal 25° al 37° oggi non parleremo di questo ma di altro, e sicuramente avrei fatto bene a non correre con i primi…

Mi gratifica la sensazione nel post-gara e la relativa conferma dei giorni successivi che questa gara io l’abbia “pagata” poco, sintomo che la condizione c’era e che la strada seguita con Piero (Incalza, il mio coach) fosse quella giusta.

In questi giorni mi ritrovo a correre bene, nei miei muscoli la fatica dei 42 km è già smaltita, per questo sono già al lavoro in raduno a San Vincenzo (ci resteremo sino al 20). La convinzione di poter fare meglio in primavera mi spinge quasi a “forzare” i ritmi, anche se so perfettamente che dopo una maratona è giusto aspettare che il fisico prenda fiato…

Ora però il bicchiere che inizialmente vedevo mezzo vuoto…è mezzo pieno! D’accordo, sempre mezzo è, ma cambia la mia prospettiva.

Concludo ringraziando Alex, Andy, Enrico e Sara (rigoroso ordine alfabetico) per il loro supporto durante la gara ma soprattutto dopo. Sappiate che mi avete strappato sorrisi che difficilmente sarei riuscito a tirar fuori, ma gli amici servono anche a questo, vero?

Un grazie inoltre a tutti quelli che non erano fisicamente a Milano, ma che grazie al sito ho sentito vicino.

Alla prossima!!!
 
Ottavio Andriani
December 10

Milano....

Ecco quello che abbiamo scritto sulla domenica a Milano rispettivamente io, Enrico ed Andy... poi pubblicato su maratoneti.com...
 
Andriani dopo la maratona. E' Ottavio come sempre.
 

Il racconto di un Ottavio Andriani, di un maratoneta, visto dopo la fatica. Come è visto da chi non ha mai potuto osservare da vicino ogni tappa di una giornata di maratona. Il racconto dai tifosi, dall'anima di Maratoneti.com.

Il dopo gara di un maratoneta come Ottavio Andriani è inevitabilmente segnato dai commenti sulla gara…
"Cosa pensi della tua gara?"
Hai fatto una gara di coraggio!!!
Sei contento? Sei deluso? La prossima sfida???"


Dopo l’antidoping mille parole rimbalzano verso il filiforme pugliese nella sala stampa presso l’Arena Civica. E c’è sempre da stupirsi della capacità di Ottavio di parlare in modo estremamente lucido della sua gara dopo così poco tempo dall’arrivo, e intanto foto flash (come se non fossero bastate le mille foto fatte con i tifosi al traguardo, nonostante il sudore in quei momenti diventi ghiaccio sulla pelle e i muscoli, che poco prima sembrava ti facessero volare, ora sono dolore allo stato puro)… e ancora parole… parole…

C’è poi il meritato riposo, nella hall dell’hotel con l’allenatore e la sua famiglia e, qualche piccolo intruso direttamente dal forum, il cuore dei suoi tifosi, e sono di nuovo parole sulla gara.
Si può capire tanto dell’affascinante rapporto tra allenatore e atleta, dopo la fatica, dopo il “verdetto” sul lavoro svolto. Sembra tutto sospeso in aria, adesso c’è l’amicizia, l’affetto, un momento quotidiano, normale, come un qualsiasi momento in una hall di un hotel con un bambino che gioca a lanciare un orsacchiotto poco lontano.

Segue la fase ad alta concentrazione di grassi e zuccheri.
Un vero campione ha bisogno almeno di un caffè d’orzo accompagnato da un babà, un pasticcino e un marron glacè. Salvo che il maratoneta non incontri un ex-ottocentista che lo batte in volata aggiudicandosi per primo il marron glacè!!! (Nascondendo la carta sotto la teiera per non farsi beccare)
E tutto diventa sempre più normale, la gara non c’è più, c’è un pomeriggio a Milano tra amici.

Forse per noi, perché Ottavio lancia i primi segni di cedimento, ha bisogno si stendersi un attimo. In hotel le gambe finalmente riposano, ma non la mente, che si sta già muovendo verso quello che verrà, nella vita e nella corsa. Ottavio è steso sul letto, un gruppo con lui per parlare di tutto e ridere su tutto.
L’atleta si fonde con l’uomo e l’uomo con l’atleta adesso. Non ci sono rimorsi o rimpianti. Qualcuno in sala stampa aveva parlato di delusione poche ore prima. Adesso traspare solo una grande consapevolezza e forza interiore, che verrebbe da chiamare maturità.

Squilla il telefono di Ottavio più volte. La gara, di nuovo. Piccola distrazione di Ottavio e… foto-souvenir con la giacca delle Fiamme Oro e il pettorale numero 3 della Milano City Marathon. (Quando mai ricapiterà?!).
Ricominciano i battibecchi sulla cena. Che si fa? Pizza? Spaghetti? Ma in che zona?
Sì...ma ragazzi...non troppo lontano! (la richiesta del poliziotto...)

Ed è di nuovo una serata speciale davanti ad una birra e una pizza per fare due risate ricordando la grande folla di una giornata in maratona, anche questa da non dimenticare mai!

Grazie Ottavio, ti aspettiamo alla prossima. Senza paura.

Enrico:

La Milano intorno a chi prova a correre forte...La Milano City Marathon non è ancora finita, si vuole la prossima. Come Ottavio cerca la sua prossima. Il racconto di come si è vissuta la domenica milanese da tanti angoli. Di tifo e passione.

Quando 5.000 persone invadono piazza Castello, in mutandoni e canottiera, pronti a sfidare l’automobilistum clacsonanti, si può pensare ad un colossal Americano o al film di Fantozzi che esce al freddo in un uggiosa domenica milanese dichiarando alla Pina “vado a fare quattro passi”!
Niente di questo amici.
La Milano City Marathon è stata una gara contro il tempo, contro 42.195 metri da percorrere tutti di un fiato, con il cuore in gola o beatamente chiacchierando col compagno di corsa; la maratona è stata di tutti quelli che si sono aggirati per la capitale meneghina sperando per una domenica di cambiarla, facendosi applaudire dalla sciura in vestaglia o da Vincenzo Spreafico, pinionista di radio Deejay, millantatore di un 9 secondi netti sui 100 metri e gran rompiscatole a tre poveri tifosi in attesa dei propri amici;
domenica è stata la corsa di chi arrivando all’arco della pace pensava di essere sbarcato su Marte, vedendo tutti “sti smutandati” racchiusi dentro una copertura dorata degna di Willy Wonca e la sua fabbrica di cioccolata.
La corsa di chi…
“adesso fate il tifo per mio papà che è in arrivo!”, e allora gli altri tutti all’arrivo pieni di emozione: “ok ma indicatecelo” ,
“si si tranquilli ma è ancora a due km da qua” quando si dice essere previdenti!!!
Ma anche la corsa di chi come noi correva in più punti con o senza metropolitana per andare ad incitare Ottavio: partenza, Duomo, angolo non pevisto di Corso Venezia, Mezza Maratona, arrivo, post arrivo... sino all'Arena, all'hotel, al bar con cioccolata calda e pizza di notte. Bella Maratona. Di amici.

Poi c’è un pazzo che invade il rettilineo di arrivo quando transita il primo arrivato. E c’è da chiedersi: ma lo sapeva sto fenomeno che poteva mirare al mito degli invasori?? In gara c’era Vanderlei Lima, sarà mica lui che porta sfortuna???

E poi chi corre con le scarpe mai messe, prestategli dall’amico, chi di professione dentista viene incitato al grido di “stringi i denti e non mollare mai” , di chi “vabbe’, l’importante è arrivare”, chi piange commossa e ti attacca un pezzo di due ore sul suo coniglio appena morto, chi “senza cuore” il coniglio se lo immagina in salmì, chi per sostenere un concorrente ci lascia i tendini, chi si ruba i pasticcini dell’amico e nasconde la carta (a proposito Ottavio è stato proprio chi pensi).

Poi la Maratona di Milano è stata... l’incrocio emozionantissimo in Corso Venezia tra i top runner ed il serpentone di podisti amatori
… Pochi tifosi ma buoni che ti incitano fino a perdere la voce, battendoti il cinque e rubandoti un sorriso
... correre inseguendo il proprio sogno, l’Olimpiade, il personale o il semplice arrivare al traguardo
… onorare la Maratona sapendo di voler dare tutto quello che si è incamerato con mesi di allenamento
… arrivare nel rettilineo finale e buttare il cuore oltre l’ostacolo, col cronometro che scorre e i polmoni che gridano
… rischiare di perdere la conferenza stampa per colpa dell’antidoping

Milano non ama la maratona, ma i maratoneti amano la corsa e portano alta la propria bandiera a dispetto di tutti quelli che li incoraggiano con frasi soavi come “va a lurà barbun” , con la signora che dice “và ma la và chel negher” e quando passa il povero podista affaticato, l’espertone che da di gomito all’amico e “chel li le schiupa” insomma la Milano da bere ma anche la Milano da correre e a dispetto di tutti appuntamento al 2008.
E noi vorremmo che ci fosse ancora Ottavio a correre per conquistare Milano con piedi, gambe e voce post gara.

Andy:
 
Marietto, uno di Maratoneti.com, ha corso Milano
 
100_2052Immagine 669Immagine 679Immagine 680Immagine 681Immagine 683Immagine 685Immagine 688Senza nome
"DIVERTITI E GODITELA", Marietto, nick THE DENTIST nel forum ha chiuso a Milano la sua 1a 42km, spinto da queste ultime parole. Raccontato dal forum, dall'amico-preparatore Andy, Marietto rivive su questa pagina l'emozione nella fatica. Bravo!
Per la serie: Maratoneti.com siete tutti voi!

“Allora? Sei pronto? Ti sei allenato?”
“…insomma…poco tempo e troppi casini.”
“Quindi? Il tuo lungo più lungo?”
“mah…23...24 km circa.”
“Ok. Allora vuol dire che sei fresco e riposato per la gara di domani.”

Accolgo tra le mura di casa mia questo simpatico dentista pavese di 43 anni che conosco da una vita. Un ragazzo fantastico pieno di talenti e di una simpatia che al confronto Claudio Bisio sembra Clemente Mastella, e anche se la vita, in questi ultimi mesi, invece di dare come avrebbe dovuto gli ha tolto parecchio entusiasmo e voglia di fare, lui ciononostante è riuscito a trovare nuove motivazioni per voltare pagina ed andare avanti. Si è anche messo a studiare pianoforte ed ovviamente, oltre che il più vecchio, è anche il peggiore del suo corso...

Sempre a casa mia organizziamo una bella cena iperglucidica premaratona
La casa offre:
Piattone di fusilli al pesto, una bella fetta di Pizza fatta in casa da mia madre, Banana e caffé decaffeinato. Meglio dire di no alla caffeina per stasera.
Dopo cena andiamo a leggere sul Forum gli “In bocca al Lupo” di tutti gli amici internauti. Tra un “Tifo incisivo” e un “Non Mollare mai” ci rendiamo conto che Maratoneti.com è come un grande trampolino di lancio per i nuovi comici di Zelig e Colorado Caffè. C’è anche emozione negli occhi di Mario nel leggere l’affetto d’amici conosciuti un po’ per caso ma che sente sempre molto vicino.

L'abbraccio di Morfeo non tarda ad arrivare ed ecco che il nostro The Dentist entra in fase onirica, mentre sprofondato sulla mia poltrona preferita, cerca di “guardare” la partitissima Milan – Juve.
La notte passa “tranquilla” e quando la sveglia suona alle 06.40 ci alziamo belli riposati. Preparo la colazione con fette biscottate, miele e caffè. Stavolta il caffè è bello carico ed è quello che gli serve per iniziare una giornata molto, ma molto, impegnativa.

Arriviamo in zona partenza e andiamo a lasciare giù la borsa a casa di un amico che abita da quelle parti. Poi via a fare un po’ di riscaldamento mentre suggerisco una tattica di gara molto prudente: Divertiti e Goditela.

Zona Arrivo, ore 14 circa:
Appostato a poche centinaia di metri dal traguardo, continuo a guardare nervosamente l'orologio, aspetto con ansia di vedere spuntare da lontano la canottierina azzurra di Mario The Dentist. “Eccolo!” “E’lui, grande Marietto!” The Dentist stava arrivando DI CORSA e il mio cuore sembrava esplodere, come se anche io avessi corso anch’io la maratona accanto a lui. Lo affianco e corriamo insieme per qualche decina di metri, poi esco dal percorso e lo seguo, sempre correndo, parallelamente fino al traguardo. Tempo finale: 4h55’05”.
Sapevo che cosa significava per lui arrivare in fondo e stare sotto le 5ore. Occhi lucidi e groppi in gola e poi un grande abbraccio fraterno. “Benvenuto Maratoneta!”

Marietto, un uomo
che ha affrontato una gara dura come la maratona con una preparazione sommaria e con tante cose della vita da rimettere apposto, è un uomo che sa soffrire e lottare e che non si arrende mai.
Alla fine che cos’è la vita se non una maratona da affrontare senza un’adeguata preparazione. Ogni uomo deve fare i conti prima o poi con cose più grandi di lui. I momenti difficili arrivano come fulmini a ciel sereno e allora sei lì che cerchi di non soffrire, ma non si riesce mai a non soffrire.
MARIET, SEI STATO GRANDE.
November 21

Maratona di Palermo

!cid_0D4E9F6B-65D1-460C-BF37-F3162CFA71F2gruppettogruppoImmagine 660Immagine 666Immagine 668io e totò 2io e totòio e valeluisa e jiovannitutti insieme 2tutti insiemey1pcOL-s-LPbes8jhhreGurIBubw4QZQG-R6EPeQnXO4-vS0KnpFdsyETjg2KazAxFEqamir94vcQ8y1pcOL-s-LPbesR1Wg93OhF4eXD8LkIE3iJAqE-lqVrMwzn_0UHqALv3UxEWSdQJXhFcLSW7EYl1jMy1pcOL-s-LPbet1dbn7ux0MdGMRovX_eigGdL2krmAOAYsjLj9gPUgR-egvStGLh9kKsk8MUoGjcFIy1pcOL-s-LPbet4Aqnm2GqHKYGI4_G0-NxN9Iwu0tx0MMlKSlIRtm6_vdzOgoBsUn5PDwxSzI-ZfEYy1pcOL-s-LPbetESirkVoijivZphihDikSOIu8MKp8WqLZw_62cvJKfc_wX6VQD5wnhwKNuQTfet0ky1pcOL-s-LPbetYGeuk5gJ2dmMHX2JwVAXQc-yssIGQ8yXrcuD2l7WCjIEKNYxi8Ypo4sZTpwCBYvUy1pcOL-s-LPbeu9SDj9PBU9X7g_Edi4I_dPkIKfDJsk_i02p0OeeWZYmghpeUeQlFQKeL9gbofEW9sy1pcOL-s-LPbeuhRHg-JIQTbHcG7xaLI0uNq5RYwXrcfIokbjnE-icdyz5MKFO5LxWRrA6H1k3XGsgy1pcOL-s-LPbeuoKrdabNYFc68mTKsKZga4rT46_vALNAFLhwaMsuY_d3Xrqc2yL_PHbyJ77V8a304y1pcOL-s-LPbeupDCm_B_e1zIINtnwJ0I4DwFCGP9x6n-KiExfRYJ8nw-VbtV4yF_Dl_Xlh9Yow_34y1pcOL-s-LPbeurCwV_BYtx9yyJ7hAPcL7Z5qDAYPJW4bLDXfTE1x7J5KQJ4kyce1faQPhohFODnPEy1pcOL-s-LPbeuTir07ZtVSnZvwunLzRDFWmrZgocBzyB-Oovl8_RUd5pfAYedbXJ_4HTkijSc8oj8y1pcOL-s-LPbeuxDAphzXI3TRi4QtfOtaTwbDMF_cjsAfE07rBdX3SEuTWZfkxxBgpmdDfhBZCjbcYy1pcOL-s-LPbev7gDrPivRdgLpntmXiE2Rn-9k6GRchY0WpLYdsn6nS9kolvwzIVofNEIoAHTfhWYUy1pcOL-s-LPbevbzpxu7IxIEIvMjyac9_PH55TW9pLHBCkqKDrgBNmLwC6kyqo1MgNKElegLgNZLlky1pcOL-s-LPbevmJt5gsQRx3umLZtuKYWbZsYpOUm4jL0ePuSyFlybiMvnApQCbxB-W2Wt5JC_GjfUy1pcOL-s-LPbevpcEuIW_r8hRUAOC5DVtdwC_Nq11KA93C5c6XBVNhJXdWC4CVUtjsnhDLHXfyJ_soy1pcOL-s-LPbevuV5rOzqtzOuyrb3YyP3dyCOdDkaYm4hj6XZhOWkv25WfSZ5qJ-f1muz3m8o3zX5sy1pPLdWuqffUOMb5-u7g-OSIbVd8BOPwL5UYyt69P5Ub56P9ZI-JleJ8tGvUm90je41qZHGSbY9MDky1pPLdWuqffUOMfBCBE6gY9A9QjCbtSsfIMPIbaC215OmGii_Nge-R6nCpVNUKY2bUnPSvNH34Yqlsy1pPLdWuqffUOMGFcfF3qry2ayHULANtdwWQ4nYbStNL5LAtqa4wG9RkljoPi2mO8CutLKfnYIdXmEy1pPLdWuqffUOMsZEBjIHiquPETAKNUyTv5-zwIv_uaNX-pOmCGgQ5mTybHqv2NbMHPu1ZYp1dI01ky1pPLdWuqffUON2WEu6huNWjp6EVWbxWEGYKXOeyuB7Cbm0Xb5xAJJdOVlFACdkX9o4jGNF14c7NeIy1pPLdWuqffUONiBdyIOOosQqxb9SEzzkz3KDAg3-2C3eHwRhbPmXdLn8mfwCbpYOdqHh8hhi4yoEky1pPLdWuqffUONSHfdv3tfOcmvClRa48UV8waiDXrVuB11ILsyyErUzmP3tX-_lC25ooAH9yJzGgeYy1pPLdWuqffUOOoiYv75Nr7r3_I-n2lVtpfx-2Sz7WWXbZYwVB3iGqt-Y7uF1W6G_lEKhv9yb0KbQIy1pPLdWuqffUOP3OEjDwLFVvSmt6eRoeMB9Z7stEOO4HjLsDXQGveQXwHRzYW-KjIrjLDJcWZcAwmAy1pPLdWuqffUOPi0LrJfntAMRotyELlVALLQW57HxeFgscV2MrQn5kmaSSAqfbDWJNgGDO7W7zsmnAy1pPLdWuqffUOPINf0PhTyanR4DswLtMg95vk9Y_YrVsBZIS27KOGswtyMOLDzoMEQDRFWiDl-yKWUy1pPLdWuqffUOPipOJybjMH-apcxcvSfTtDT3TVpta6a3JHn4X3J2P6m3zdISKvpaUw96hl99Ec9sEy1pPLdWuqffUOPMH9VAFIpJXOgG8a46KER8pG5J2uiDhBCYNCeC9vHSwrF32ocQUFp8WBjKDM_RKPky1pPLdWuqffUOPmyHE0S6__UudunCGbqZ0VKFFBZct6NQSCB4Yeekdo-cETSyy9X61imknNWynJ8NgQuello che ha lasciato è........... una gran voglia di correre ancora (e due righe oblique e una orizzontale rosso fuoco per colpa del top imbevuto di acqua!). E' da questa mattina che mi chiedo se voglio davvero aspettare un altro anno prima di fare un'altra maratona, non so se resisto. E un cuore grande così. Mi sento fisicamente un cuore grandissimo, pieno dell'energia pazzesca che solo noi tutti insieme possiamo sprigionare. Il vostro affetto è stato l'aria che ho respirato per 42 km e 195 m. E' entrata anche un po' di acqua, ma non è colpa vostra. (Per l'acqua è colpa solo di Andy, l'abbiamo deciso all'unanimità). E tante immagini, come al solito. Un'immagine e una sensazione per ogni momento che resta nel cuore.
  • Cominciamo da.......... Luisa. Ci vorrebbe una tesi di laurea per lei. E' immensa, forse questo è l'aggettivo più completo. L'abbiamo vista in tante nuove sfaccettature. Nel suo ruolo di mamma con i superfigli stupendi che ha. E nella corsa. Abbiamo parlato di corsa da quando ci conosciamo e non l'ho mai vista correre. Sprigiona sicurezza, è maestosa, davvero, non lo dico perchè mi ha tirato 42 km e SOPRATTUTTO 195 m in cui non reagiva più niente. La guardavo e mi incantavo. Sapeste tutto quello che c'è dietro questa maratona. 12 settimane di consulenze quotidiane sugli allenamenti, sostegno psicologico in tutti gli ambiti della mia vita, risate, lacrime (quando mi faceva male il ginocchio ho pianto mezz'ora di fila!), comunque molte più risate che lacrime. Un grazie non basta e tutte queste parole non vogliono dire niente perchè vorrei dire molto di più. Al ristoro dopo l'arrivo cercavo le parole per dire qualcosa ma avevo un magone che saliva dal collo e arrivava fino agli occhi che non mi faceva dire più niente. E adesso provo ancora quella stessa sensazione...... (PS: ma lo sapete che Luisa dice le parolacce agli automobilisti?! Dice "strnz"! "crtn!")
  • Vale e la sua famiglia con Barbara: me li sono trovati dietro ad uno striscione grandissimo all'ingresso di un ristorante di Palermo. Io ero sicura che sarebbero venuti, ma dopo che sono arrivata a Palermo e non li ho visti ho perso le speranze e non ci credevo più. Poi un fulmine a ciel sereno (forse ho scelto la metafora meno indicata) ed eccoli lì. Zac. I miei amici! Lo sapete che la mamma di Vale era terrorizzata dall'idea di dover prendere il traghetto? Beh..... per la gioia di Vale ha superato questa paura e affrontato il mare, e anche grazie a lei ci siamo ritrovati tutti insieme. Queste pazzoidi hanno preparato a Lecce degli striscioni per tutti noi (che ho io casa). Quello per me era una cosa geniale: un'equazione matematica. 108 paia di scarpe rosse stanno a 208 (il mio pettorale) come Sarafunny sta a tanta voglia de cazz (vedi intervento sugli zozzoni-trio medusa). Barbara mi ha anche regalato una splendida collana rossa da abbinare alle scarpe, perchè lei fa salto sull'asta e di queste cose ne sa a pacchi, la metterò per trovarmi un fidanzato, dato che a Palermo, per colpa della pioggia non sono riuscita. Poi, il giorno della maratona, la tigre del Salento, la nostra Sirenetta, la sua coraggiosa mami e il suo splendido papi hanno scaldato il clima gelido di Palermo con un tifo da far invidia a NY. Io non vedevo l'ora di passare dalla zona partenza/arrivo per sentire il loro calore (ci siamo passati in tutto 4 volte). E al mio arrivo??????? Sarà che ero cotta e tutto sembrava più grande di quello che era, ma ho sentito un boato megagalattico e il mio nome gridato forte. Da lì in poi sono andata in stand-by almeno fino a quando ho rivisto tutti dopo il ristoro e mi sono scesi due lacrimoni (li ho contati). Vale quando torno a casa dopo averti visto mi rammarico sempre perchè mi sembra di averti abbracciata troppo poco. E Barbara, ti prego riprenditi dal virus che hai preso. Si chiama bifidus maratonis, colpisce chi si entusiasma tanto per una maratona che vorrebbe iniziare a correre. L'unico modo che c'è per farlo passare è allenarsi per la Corsa Sotto le Stelle 2008!
  • Enrico, Andy e Giuliano............ i tre cugini del Principe, ospitati in un palazzo fantastico con ascensore in cristallo Swarovsky, che, dopo la maratona, diciamocelo, è una vera benedizione! Per quanto riguarda Giuliano..... ma sicuro che è venuto per davvero????????????? Scherzo, finalmente è riuscito ad aggregarsi alla comitiva, nonstante il lavoro che se lo risucchia spesso. Ma questa volta ha vinto l'allegria della combricola e ce l'ha fatta!!! E in cambio si è portato a casa un buonissimo tempo sulla mezza che fa ben sperare per il prossimo impegno di Milano (devi andare fortissimo, capito?). Poi Andy ed Enrico, fedeli compagni di viaggio, vi voglio tanto bene. Avete mai visto Enrico correre? E' il ritratto della tranquillità e della felicità, un uomo realizzato!!! E' trop forttttttt!!!! Dopo un milione di secoli ha fatto la mezza in 2h06'. E Andy?! E' un mostroooooooooo. Lui predilige le corse in condizioni climatiche estreme, a lui la maratona je piace strana. Ed è andato fortissimo, arrivando 6° assoluto. E' un mito. Poi si è acceso una siga e ha aspettato il nostro arrivo.
  • La Luisa-family. Ho vissuto dei momenti stupendi. I suoi figli mi danno soddisfazione. Lorenzo ha compiuto gli anni sabato e abbiamo mangiato la torta tutti insieme (io facevo Marta, che poi è il mio alter-ego). Marta si sta ancora limando le unghie con la lima più fashion che le abbiano mai regalato in vita sua. Barbara e io ricorderemo per sempre il pigiama party in camera di Lorenzo la sera prima della maratona con tanto di solletico party. Io ricorderò sempre la dolcezza di Marta quando siamo rimaste sole in camera per qualche minuto e mi ha chiesto se ero agitata per la gara, cercando di tranquillizzarmi. (Ha ereditato dalla mamma la capacità di farti sentire sicura di te). Poi il giorno della gara è spuntata all'improvviso per chiedermi com'era andata e Lorenzo si è messo le mani nei capelli perchè per 10 minuti non ho fatto 3h30'!!! Lo sapete che Lorenzo dopo un raduno di veri tennisti siciliani, innumerevoli partite con la Nintendo e una cena, ha ancora energie all'infinito per passare l'aspirapolvere per casa?????? E i fratelli di Luisa??????????? Posso parlare di due di loro, perchè sono quelli che ho conosciuto meglio. Totò, mitico, mio "avversario" in maratona, ha affrontato la gara con una tenacia incredibile. La prima maratona con condizioni così avverse l'hanno fatta in pochi veramente e in più ci si è messo un gel maledetto a guastare la festa. Peccato non essere stati lì al suo arrivo, ma ci hanno fatto credere che si fosse ritirato. Totò piuttosto che ritirarsi si sarebbe mangiato un gel di sua sorella Luisa!!! E Alessandra??????????????????? E' un mito. E' la prima volta che nella seconda metà della gara parlo di serial tv con qualcuno!!!!!!!!!!!!!!! (E complimenti per la pasta al forno e le lasagne). Per finire.............. ve la ricordate la faccia di Riccardo quando mi ha visto con il pigiama a tutona????????? Luisa spero che abbia superato il trauma.
  • La squadra di Luisa. Sono mitici, sanno davvero prendere lo sport con l'ironia che io adoro. Non si prendono mai sul serio, scherzano sempre, anche in gara. Sono un gruppo merviglioso. A Giovanni va un GRAZIE mega perchè mi ha "scortato" dall'inizio alla fine, facendomi ridere come una scema. Ogni tanto fa un po' di boxe, ma fa niente. (E grazie per il catalogo dell'Ikea). Il Principe mi ha fatto sentire troppo forte quando mi ha visto ricontrollare lo zaino con l'occorrente per la martona (il pupazzetto portafortuna di Vale e l'Enervit) e mi ha detto che sembravo loro quando ricontrollano gli zaini per la Marathon des Sables. Wooooooooooow!!! Questa volta ho conosciuto anche il Maestro, che ha un'energia fortissima, basta sedersi vicino a lui per percepire la sua forza, trop fort!!!!!!!!!!!!!!!!! Ragazzi, ma quanto mi avete fatto ridere all'Ultima Cena -quella prima della gara????????????? Mi sono sentita a casa.
  • La maratona. In una parola. Minchia. Sapevo di essere nel posto giusto e nel momento giusto, me l'hanno detto i miei occhi, che poco prima della partenza mi hanno regalato un bellissimo flash di vista perfetta (non stavo portando le lenti ovviamente), vedevo tutto perfettamente anche da lontano e da molto lontano. Quel flash è stato per me un segno che sarebbe andato tutto bene. La maratona dimostra che non c'è limite fisico a niente (un miope può tornare a vedere e una gallina può fare una bella maratona, checchè se ne dica). Chissà perchè, questa cosa mi sono dimenticata di raccontarla. Nonostante questo però ogni tanto mi chiedevo perchè. Poi guardavo i birilli lungo il percorso e dicevo....... ma quanto è facile tagliare qui. Poi mi rispondevo che ero un mostro solo per pensare una cosa del genere. Poi mi dicevo "adesso mi fermo". Poi mi rispondevo, "ecchecazz, se non vai avanti ti fermi di sicuro, sembri una lumaca". Poi mi dicevo "mi devo tirar giù le maniche perchè ho le mani gelate", poi mi rispondevo "ma perchè le tiro giù che sono più fredde delle mani?". Poi mi dicevo " sentiamo il dente del giudizio a che punto è, dato che mi stava spuntando", poi mi rispondevo "oddio la gamba, non sento più la gamba..... ah no c'è". Poi mi dicevo "ma che fastidio, devo aver messo male il gancetto della fascia al ginocchio", poi mi rispondevo "gallinaaaaaaaaaaaa!!!". Poi mi dicevo "Povera Vale e poveri i suoi e Barbara, quanto freddo staranno prendendo???????????", poi mi rispondevo "la faccio per loro". E questa semplice motivazione è bastata per mettere a tacere tutte le elucubrazioni che possono crearsi nella mente di una giovane gallina alle prese con una maratona sotto l'acqua!

Mi chiedo se ho fatto qualcosa di speciale per avere tutto questo da voi.

L'unica risposta che mi do è....... che l'unica cosa di speciale che ho fatto in realtà è stata lasciarvi entrare nella mia vita e nel mio cuore.

 

GRAZIE!

October 23

E' tempo di slans

Finalmente ho scoperto come si chiama in italiano: RADICCHIO VESCICOSO (non bastavano le Mizuno vescicose?!)
In questo periodo è tradizione dei nonni andare nei prati a raccogliere gli "slans", appunto, il radicchio vescicoso. Cresce negli incolti erbosi. lungo le rive, ai margini delle strade.
Sto mangiando gli slans proprio in questi giorni, pare che domenica fosse proprio il giorno giusto per andare a raccogliere gli slans e i miei nonni ne hanno raccolti 10 mila quintali e li hanno cotti. Sembrano spinaci, ma hanno un sapore molto diverso, un po' più amarognolo.
Insomma, se uno li vede cotti, capisce al volo che 50 anni fa' la raccolta degli slans era solo una scusa per trovarsi da soli in mezzo agli "incolti erbosi". Ma perchè i miei nonni ci vanno anche adesso?????????????????????????????????nonniIMG_0147
October 20

Sarafunny's birthday!!! pitum pitum paaaaaaaaaaahhhh

Immagine 545Immagine 546Immagine 547Immagine 548Weeeeeeeeeeeeee! Ho compiuto gli anni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 23 per la cronaca! Sotto vi appiccico le foto dello striscione che ha fatto la mia mami, tanto per fare gli auguri comunitari a tutti i vicini di casa: siamo tre famiglie con in totale 4 figli, io e Framcesca compiamo gli anni il 19 ottobre, Debora e Davide rispettivamente il 20 e il 16 ottobre. Quindi mia mamma ha preparato uno striscione e lo ha attaccato alle 3 case! Figo no?!
Poi la sostanza è che, Principi o meno, venerdì prossimo c'è la grande grandissima SERATONA ART! E' tutto pronto, ho già fatto le prove, ma non posso dire niente se non che ne varrà veramente veramente la pena!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sono esaltatissima!!!!!!!!!!!!!!!
Ah oggi sono andata a Viadana a vedere la partita, ormai sono una gallina-leonina, volevo salutare i miei amicissimi rugbisti, però non mi hanno cagato di striscio, vabbè dai fa niente, me ne farò una ragione, eccheccazz però. (Mi hanno pure fatto notare che non ho portato fortuna stavolta...... mizzicaaaaaaaaaaaaaaaaa)
Vabeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeene, in questo periodo vivo più intensamente del solito quindi non è che mi vengono delle gran riflessioni filosofiche come prima, non è che potete sempre pretendere di leggere contenuti impegnati in questo blog. Capito?????????????'
Preparatevi alla mia festa però
 
il motto sarà.............
 
 
se non vieni ti brucio la casa!!!
 
September 26

Il Memorial.....

Eccoci qui a raccontare del week end scorso. Non so se basterà tutto lo spazio virtuale di questo blog. In breve posso dire che non ne abbiamo mai fatte nè dette di tanto grosse come in questa trasferta.
In pratica funzionava così: il sabato si atterrava (con qualche piccola oscillazione) e non si sapeva che fine avremmo fatto... a Lecce da Barbara o a Francavilla da Vale??????????? Il mistero si è presto svelato: quelle furbacchione di Barbara e Vale si sono messe d'accordo per farci una sorpresa. Vale si è fatta trovare all'aeroporto senza che noi sospettassimo nulla. SONO DUE STREGACCE CALCOLATRICI, ma due stregacce buone, anzi le più buone del mondo, almeno nel Sarafunny's world. Infatti io ho cominciato a urlare: "nooooooooooooooooo noooooooooooooooooooo nooooooooooooooooo", ma era per dire "siiiiiiiiiiiiiiiiiii evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, sono la Sara più felice del mondoooooooooooo". Con Vale c'era anche il fratello Antonio e la fidanzata (del fratello, ovvio) Anna Rita. Poi ci siamo fatti un bel giro a Lecce. Un lunghissimo praticamente. Dalle 3 del pomeriggio alle 7 di sera. E poi a cena a casa della magica cuoca Barbara. Era come una mammina premurosa. Ci ha fatto un piattone di orecchiette integrali (fatte in casa e confezionate sempre in casa) ai funghi e salsiccia, poi una supermegagalattica peperonata con le friselle (che sono una specie di pane duro che si puccia nell'acqua) e infine i mustaccioli al cioccolato, che in realtà nella nostra mente sapevano della cassata che ci siamo mangiati il giorno dopo, ma che avremmo TANTO voluto aprire la sera stessa.
Domenica non è stata da meno: pranzone a casa di Vale. Come antipasto polpette, PATATE RIPIENE, e altre mille cose, poi il piatto più grande di orecchiette di tutta la mia vita (fatte in casa!) poi involtini e bis di dolci: cassata e torta al gelo di mellone. FANTASTICO. Poi, con addominali molto sporgenti, ci siamo diretti al Memorial Andriani, che è una gara dedicata al ricordo del fratello di Ottavio Andriani. Abbiamo seguito la gara dei più piccoli in attesa della gara dei "big" alle 19.30. Nel frattempo siamo stati tutti insieme: io, Vale, Enrico, Andy, Luisa, Tiziana con Gaia, Barbara, Antonio e Annarita, il papà di Vale (poi ci ha raggiunti anche la mamma) e ogni tanto ci raggiungevano pure Ottavio e Giacomino. Io ho fatto pure la valletta alle premiazioni e sono finita sul quotidiano di Brindisi!!! La gara è stata vinta da Mimmo Caliandro, quello che ha vinto gli europei il giorno dopo la mia festa di laurea. Dopo le premiazioni ce ne siamo andati a bere un aperitivo, se così si può definire il mio coca e rum o la cipirinha di Luisa e poi siamo andati a una festa in quel di non so dove, a casa di non ho capito chi. Insomma ci siamo imbucati a una festa, ma in realtà ci aveva invitato Ottavio, che da quel giorno non ci inviterà mai più da nessuna parte se vorrà mantenere salde le sue amicizie. Questo è il riassunto delle due giornate tra Lecce e Francavilla, ma come sempre......... nella mente, nei ricordi, restano dei momenti, fissi come delle fotografie che non scoloriranno mai.......... come...
  • i racconti di Barbara, che ci ha regalato splendidi momenti della sua vita. Ho riso fino alle lacrime. E' inutile che vi spieghi o racconti, non si può capire. Però c'è un video da qualche parte.......
  • Vale con la sua vitalità. Per conoscerti avrei potuto farli a piedi quei 1000 km che ci separano (ma dato che c'era l'aereo.........). Anche in questo caso, chi non la conosce non può capire, intendo chi non la conosce veramente. Chi non sa che la sua vita è ogni giorno una piccola battaglia per avere quello che le spetta di diritto. E che nonostante tutto trova l'energia per fare il doppio delle cose che una persona media fa: studia con eccellenti risultati ed è un'ottima nuotatrice. Oltre a questo passiamo ore a chattare e in questi momenti sa regalarti un'energia infinità. Sembra una piccola fonte di energia. E' stato bellissimo conoscerti e abbracciarti non virtualmente. Addirittura mentre volevamo fare una foto i cui ci davamo un bacio sulla guancia per poco non ci baciamo con la bocca. Però abbiamo pensato che magari è meglio che la nostra amicizia resti tale, non ci sentiamo pronte per qualcosa di più!!!!
  • La famiglia di Vale......... la dolcezza di suo fratello e della fidanzata nei suoi confronti, le risate della mamma e il supermitico papi!!!!!!!!!!!!! Vale.. ma quanto ci ha fatto ballare il tuo papiiiiiiiiiiiiii?????????????????????'
  • L'ananas volante di Luisa alla festa. Per fortuna non se n'è accorto nessuno a parte noi. Vabbè io l'ho raccontato a tutti lo stesso. (Luisa ha inforcato la parte centrale di una fetta di ananas e questo si è catapultato dietro di lei. Non lo dico a Riccardo. Giuro)
  • La foto.................. si può dire?! Luisa ad Andy: "Fai una foto a Sara sul palco!". Andy mi ha fatto una foto da sotto il palco.. insomma.... mi ha fotografato le mutande. E' stato divertente, davvero. Anche quando una signora mi ha detto che l'ha vista tutta la piazza. (comunque questa signora era una bugiarda- anzi, bugiona- perchè l'hanno vista solo in 3 o 4. Cento?! No scherzo. L'hanno vista in pochi davvero.)
  • Barbara quando si faceva spiegare la ricetta delle patate ripiene.......................
  • Il momento di silenzio tombale mentre lasciavamo la festa.....................
  • La dedica in dialetto di Francavilla di Ottavio (mi sono impegnata davvero per averla: ho stampato una foto del suo arrivo a Trieste e ho portato il pennarello apposta per scrivere sulla fotografia)
  • Il momento in cui durante le premiazioni ho scoperto che Giacomino ha visto la foto. Cazz. Che vergogn. Mi sono sentita un po' a disag.
  • Ed Enrico?! Dopo due minuti che attaccava lo striscione già spiegava agli organizzatori della gara come disporre le sedie. M I T I C O!!!
  • La piccolissima e splendidissima Gaia che mi ha dato un pizzicotto fenomenale sul braccio e poi.... quanto urlava se qualcuno si avvicinava troppo a Vale?!
  • ps: NON CI POSSO CREDERE......... ho dimenticato davvero di menzionarvi la coppia dell'anno... quelli che abbiamo letteralmente scioccato, ma che poi ho visto si sono adeguati in fretta alla nostra follia. ORAZIO E ANNAFLAVIA.... credevate che internet fosse un'invenzione per perditempo? che l'amore non potesse nascere da uno spazio virtuale?....... E invece no! Semplici come un piatto di orecchiette fatte in casa, se ne sono venuti a vedere il memorial dimostrandoci le infinite possibilità del forum di maratoneti.com, che, oltre a corsa e sciocchezze varie racconta anche di amori che nascono e che, spero per loro, durino in eterno.

Spero di aver ricordato i momenti più intensi e spero che non mi sia scappato niente (ho inserito anche l'errata corrige!!!)......... se così fosse... perdonatemi....... ma di weekend così ne passo veramente pochi! (che peccato!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

September 21

IN ATTESA DELLA PARTENZAAAAAAAAA

Faccio i palloni con la cicca!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sono stata brava??????????? 
September 20

Ragazzuoliiiiiiiii.... tra due giorni si parte!!!!!!!!

E si va a Francavilla Fontana, verstanden?????????????????? Parto sabato e torno lunedì, me ne vado a vedere il Memorial Andriani, ma soprattutto ad abbracciare di persona la super fantasticissima VALE e a rivedere Barbarinaaaaaaaa. Non è stupendosissimooooooo??? E mancano solo 2 giorni alla partenzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!
September 18

Evvai!!! Si è risbloccato sto minchiuz di blog!!! (Scusate non dico più le parolacce)

Allora... allora... allora.......... vi devo raccontare un po' di cose!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
1. La frase del momento: "Non voglio aver ragione ma essere felice". Sacrosanta verità. E' quello che sto cercando dalla mia vita adesso. Sto lasciando che le cose semplicemente succedano, non mi preoccupo più di essere coerente con me stessa (tanto alla fine che ci guadagni? Ci sarà sempre qualcuno che potrà obiettarti qualcosa in quello che fai- tanto vale essere opinabile in tutto). In più sto lasciando che anche i rapporti con le persone seguano il loro corso. Dico quello che penso, faccio quello che sento. E questo mi fa guadagnare punti nella guarigione della vista. (Per chi non lo sapesse sto guarendo la miopia). Non è una cosa proprio semplicissimissima, perchè tutto questo lasciar fluire mi sta portando a galla ricordi traumatici di quando avevo 5 anni e anche prima forse, e lo so perchè succede, perchè li devo affrontare. Ma non c'è problema, ho accettato di prendere la strada della guarigione a qualsiasi costo e con calma affronterò tutto quello che devo affrontare. Ogni questione affrontata è un passo avanti che mi porta a questioni sempre più grandi, che alla fine mi porteranno al nocciolo della questione, cioè a capire cosa non mi sono permessa di vedere e perchè. E finalmente alla guarigione, e, di conseguenza, ad un super mega coca-havana & mojito & Moet et Chandon party nel mio harem di uomini (in costruzione) in un super mega centro benessere-termale-ayurvedico-wellness-spa-fitness&relax-bjvjiongc-ncjcdjdjinhfnfnfuw-bhunenxh-cfhuwengenfynie-bhudndixhnxhk. Capito?
 
2. Newssssssssssssssss: vivo di cazzeggio forever, ho riordinato la casa, HO COMPRATO DEI SUPERFANTASTICISSIMI CUSCINI ZEBRATI PER IL MIO DIVANO e sono decisa a trasformre il mio salotto in una mini savana, ho fatto un coso di reiki (e non chiedetemi cos'è, andate su wikipedia e informatevi ingnurantun!!!!!!!!!), presto vado a Francavilla a trovare Vale e Barbi e Ottavius e Giacomino e sto frequentando un gruppo di amici diverso. Sono una donna nuova in pratica. Una donna moderna. Una donna, tududu, in cerca di guai. Una donna, donnaaaaaaaaaa, dimmi, cosa vuol dir sono una donna ormai? (Le donne lo sanno). Va bene può bastare.
 
3. Però non pensate che di sciocchezzuole non ne faccia piùùùùùùùùù. Venerdì sera. Ore 4.20. Post Art. Mangio pane e marmellata di bacche polari (rimasuglio del mio viaggio nei paesi nordici). Rispondo all'sms di G., 27 anni. (= me la sto tirando perchè mi arrivano i messaggi alle 4 e mezza se non avete capito. E G. sta per Giovanni). Scrivo a Vale. Cosa vedo??????? Le sigarette di mio papà che non fuma più da secoli e secoli, e che sono rimaste lì. Non so cosa mi è preso. Forse la voglia di sentirmi ancora 16enne e trasgredire. Lo so non si fa. Il fumo fa male. Ma una sigarettina ina ina.................. inzomma volevo fumarla. Ma dove???????? mmmmmmmm.... in giardino no, perchè mia mamma era sveglia e non volevo farmi sgamare a fumare, visto che io non fumo. Allora in bagno. Operazione numero 1: togliamo tutti gli asciugamani, casomai puzzassero poi. Operazione 2: fumo la sigaretta. Che mi fa schifo, ovvio. Poi vado a letto. Operazione 3: il mattino dopo......... na puzzaaaaaaaaaaaaaa.... bleah. Per quella cavolo di sigaretta ho perso un sabato mattina a pulire il bagno con lisoform, cif schiuma iperattiva, idraulico liquido, ho lavato le piastrelle, anche quelle in verticale, ho pulito lo specchio, ho acceso una candela profumata, ma non per profumare, PER ESORCIZZARE IL BAGNO. Ho fatto la danza della pioggia, del ventre, il ballo della felicità e del qua qua. E finalmente è andato via l'odore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
Comunque. Non lo faccio più. Mai più.
E non ditelo a mio papà, sennò è tolto lo scopo di esorcizzare il bagno dalla puzza di fumo.
September 17

Finalmente vaaaaa!!! Ecco a voi una riflessione di un po' di tempo fa'

Ho scritto questa riflessione un po' di tempo fa', a proposito del mio viaggio nei paesi scandinavi.
 
 
Sono sempre stata attratta dai legami che nascono tra opere d’arte di varia natura. In questo caso mi ha colpito molto qualcosa che ho visto a Stoccolma. Cioè le colonne di una sala del Municipio, che è il luogo dove avviene il banchetto (alle 19.02) del Premio Nobel il 10 dicembre. Sono stata colpita dalle colonne prima per la loro luminosità, erano in granito nero, poi, toccandole, per quanto erano lisce e, infine, per il loro significato. Sono tutte coppie di colonne, di cui una esagonale e una cilindrica, entrambe nere, entrambe con un capitello bianco .Mi hanno ricordato le parole di un libro di Osho,  c’è qualcosa di vero per me in una delle sue frasi sull’uomo e sulla donna. “Anand Maria, la differenza tra un uomo e una donna non è grande. È una differenza semplice, è come se l’uomo di fianco a te fosse a testa in giù. Che differenza può esistere tra te che stai in piedi sulle gambe e un uomo che si regge sulla testa, che fa un sirsasana? (non pensate male, è una posizione yoga in cui in sostanza ci si regge sulla testa). In pratica nessuna, siete identici, ma in un certo senso una piccola differenza esiste: l’uomo che si regge sulla testa è capovolto, è ribaltato. Questa è l’unica differenza tra un uomo e una donna. Ciò che negli uomini è conscio, nelle donne è inconscio; ciò che è inconscio nelle donne, è cosciente negli uomini”. Le colonne di quella sala rappresentano così bene questo concetto: una è cilindrica, l’altra esagonale, una è la donna, l’altra è l’uomo, ma non si se la donna è rappresentata dalla colonna esagonale o cilindrica e neppure l’uomo. Ecco che quindi viene riproposto il concetto di Osho: l’esagono potrebbe essere il conscio, il cilindro l’inconscio. Entrambe sono sia l’uomo che la donna. L’unione dei due crea l’equilibrio. E quando hai creato l’equilibrio l’uomo e la donna sono uniti, il conscio e l’inconscio (non vi ricorda anche la storia di Amore e Psiche, il labirinto, l’omphalòs – l’ombelico nella simbologia greca-, la croce cristiana?! Mazza quante simbologie!!!).
Non solo, anche i colori mi ricordano qualcosa. La colonna rappresenta l’essere umano: affonda le sue radici nella Terra (la Madre) e si innalza verso l’alto (il Padre, Dio). Queste colonne sono nere e lisce (la Terra, la sua energia fluida) e hanno il capitello bianco (la Luce, Dio, il Padre). Osho dice anche che “quell’oscuro intervallo è l’amore”, cioè quell’oscuro intervallo tra la vita e la morte (un’altra simbologia del bianco e del nero) è l’amore, che unisce e dà vita (di nuovo, l’omphalòs, che è uovo, ma anche colonna, ma anche il centro della croce e del labirinto).
La cosa curiosa del mio viaggio nei paesi scandinavi sta nel fatto che poi le stesse simbologie me le sono ritrovate nel parco di Vigeland a Oslo: la colonna, che qui diventa obelisco (che è di nuovo l’omphalòs), un obelisco di uomini e donne e bambini, è quell’intervallo tra la vita e la morte.
August 06

Ma quante me ne capitano???????????

Alura.... dalla Svezia 1 e´migliorata molto la situazione!!! Il gruppo e´un po´piu´giovane, piu´divertente e meno fracassa maglioni. Si godono un po´di piu´la vacanza senza lamentarsi per cose stupide. Questo e´molto positivo per tutti. A me sono gia´capitate quelle cose che posssono capitare solo ame!
La prima? Una mattina a Copenaghen, torno dalla corsa e becco un giapponese che mi chiama per farmi vedere un taccuino. Penso che si sia perso e cosi´gli rispondo e lui che fa??????????????????????????? Mi fa vedere una parola e mi dice che quello significa "felice anno nuovo" in danese..... Erano le 7 del mattino e io ero molto allibita. Gli ho detto che sono italiana e che non capisco (non sono necessariamente collegate le due cose). Vabbe´. Ho fatto un po´di allunghi per capire se stavo ancora facendo un brutto sogno, ma non era cosi´... e´successo davvero!!!!
Poi láltra e´capitata a Grannå o come cazz si scrive. Vado in un bagno del ristorante e cerco di aprire la porta, ma questa ha una molla molto dura, cosi´tiro piu´forte e mi accorgo che non era un problema della porta, ma di quello che era impegnato a "mandare un fax" allíntterno del bagno............ ma CHE FIGURA, e´proprio il caso di dire... DI M.......................... Vabbe´almeno ho visto uno svedese biondo, qui sono tutti mori! Certo speravo di vederli in situazioni diverse.
Lúltima e´capitata qui in hotel (a Stoccolma). Ma non e´colpa mia. Vabbe´la racconto quando sono a casa perche´non mi fido troppo qui!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vado perche´se mi dimentico di avvisare per la sveglia sono cazzi amari!!!!
Baci!
July 30

Sono tornata.... è stata dura!!!! Ma poi si riparte

Cari miei.... il ritorno è stato veramente traumatico!!!! Vi ho lasciati a Stoccolma, da lì me ne sono andata verso Oslo, passando per una cittadina che ospitava un gala di atletica, manoc a farlo apposta. L'atletica mi perseguita anche quando sono in culo ai lupi, o meglio, in culo agli alci, visto che ero tra la Svezia e la Norvegia. Tutto molto bello. Soprattutto le guardie reali. Il vero trauma è stata la nave. Dovevo passare una notte in nave, una minicrociera fantastica, c'era un buffet esagerato. Peccato che un cameriere mi abbia presa da parte e mi abbia detto di avvisare il mio gruppo che tra le 5 e le 9 di sera il mare sarebbe stato molto mosso, con onde oltre i 5-6 metri. Tutti i vecchiotti del gruppo mi hanno riso in faccia. (Dimenticavo la premessa: i miei "battesimi" su un mezzo di trasporto nuovo sono sempre molto traumatici, il primo volo in aereo è stato al limite tra di qui e di là, sulla nave tutto sommato è andata meglio). Arrivano le 5, comincio a sentire il mare mosso e mi viene mal di testa. Saluto tutti e vado in cabina. Il mare si muove sempre di più e sento delle "botte" spaventose contro la nave. Non riesco a fare a meno di pensare a Leonardo di Caprio e a Kate Winslet in Titanic, è più forte di me. Sono sdraiata e la nave si muove sempre di più. Mi attacco al tavolino (perchè poi non lo so). E poi in cabina ti sembra di essere l'unico essere vivente rimasto sulla terra, è bruttissimo. Allora sfodero tutto il mio coraggio di cuor di leone e... mi metto a piangere come una scema finchè non mi addormento. Quando mi sveglio mi sento l'unica donna sopravvissuta a una catastrofe e quindi, per verificare che magari si sia salvato anche un bello svedese alto e biondo con cui ripopolare la Svezia, la Norvegia e la Danimarca, sono uscita dalla cabina. Che schifo. Erano tutti bianchi e lì lì per vomitare. Bleah. Ritrovo qualcuno del gruppo che non era stato male. Mi convincono a provare l'ebbrezza di mettersi a prua e sentire l'effetto ottovolante delle onde. Sono l'incoerenza vivente. Due ore fa' piangevo per la paura e adesso mi diverto alla grande vedendo queste onde mastodontiche. Wooooooow. Poi torno in camera a fare la doccia, dato che ci sono mi lavo e mi stiro i capelli e mi metto in tiro con tanto di tacchi a spillo mentre il resto del gruppo vomita. Però sconsiglio di fare la doccia mentre il mare è mosso. Poi da fastidio. Infatti mi devo sdraiare tra una ciocca e l'altra altrimenti rischio il peggio. Poi me ne vado di sopra, su 37 persone 2 hanno mangiato regolarmente e altre 5 o 6 hanno mangiato solo crackers. Tutti gli altri erano in camera. E così su e giù per le scale, sempre con il mare forza 7-8 (almeno così hanno poi detto). Dovevo consegnare a tutti il voucher per la colazione, così ho visto tutti i miei vecchiotti bianchi e viola................ erano meglio le onde!!!!!!! Però io ho retto bene, forse potrei fare il marinaio, giuro che non piangerò mai più in nave!
Ok vado, mi preparo a stirare 100 mila magliette e jeans (le camicie le fa mia nonna) perchè mercoledì alle 3 si riparte!
Baciiiiiiiiiiiii
July 23

Da Stoccolma

Evvai... da qui posso scrivere... che dire? Bello! Alura, sono partita il 19, svegliandomi alle 3 e qualcosa del mattino, poi sono partita con un bel gruppetto di vecchietti ma non troppo per venire fino a Stoccolma, passando per Kassel, Lubeccae Copenhagen. Prossime tappe saranno Oslo, una minicrociera e Wuerzburg. Ho scoperto tante cose... Kassel e´una citta´invasa dai procioni, che si infilano nei tetti (ma io sono sempre del parere che sono molto meglio dei procioni con la "f" allínizio che si infilano nelle discoteche negli ultimi tempi) poi cé´un parco stupendo dove cé´l´Hercules e una guida che dice di essere imparentata con Panetta. Lubecca ha un bel lungo-fiume dove si corre bene la mattina e delle casette con delle rose profumatissime. Copenhagen lavevo gia´vista e purtroppo non ci ho corso. ´Poi Stoccolma. Non l´ho ancora visitata, ma límpatto con la Svezia e´stato dolce-amaro. Dolce perche´vendono le caramelle gommose alla liquirizia ripiena in versione gigante. Amaro perche´ero convinta di trovare un fantastico receptionista all´hotel, ma purtroppo sembra lámico di Hugh Grant in Notting Hill. Osceno, in piu´mi sa che e´pure un po´... procione.... Nel gruppo ci sono due ex atleti ex maratoneti. Mi ha colpito molto un discorso che mi ha fatto uno di loro con il cuore in mano. Mi aveva incrociato la mattina mentre correvo e ha capito quanto mi piace la corsa. Cosi´al primo momento utile mi ha preso per mano e mi ha detto... "Non drogarti mai" e poi mi ha raccontato che lui arrivava sempre dietro i piú forti e spesso i piú forti erano quelli che si dopavano e adesso lui ha 70 anni e non li dimostra, mentre i suoi ex "colleghi" purtroppo non hanno avuto la stessa fortuna. Mi ha colpita molto questa parentesi atletica tra i vecchhiotti del mio viaggio!!!
Baciiiiiiiiiiiiiiiiiiii a tutti!
 
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